You are learning semiotica gastronomica: you will read the scene it happens in, learn 10 words and phrases, take apart the pattern behind them (nominalizzazione e stile nominale nel linguaggio gastronomico), hear them in a conversation, rehearse them, and finish by saying one thing out loud to be graded.
Ristorante Moma, Via di San Basilio, a modern Italian dinner in Rome
Il menù di Moma è un testo da decifrare. Non ci sono verbi: solo sostantivi, aggettivi e preposizioni. « Cottura lenta del baccalà, riduzione di Vesuvio, aria di basilico. » Ogni parola è una promessa. La nominalizzazione trasforma il cucinare in poesia.
Lo chef Andrea Pasqualucci concepisce il menù come una narrazione. La prima portata si chiama « Origine »: ricotta di bufala, miele millefiori, pane di grani antichi. È l'infanzia del percorso. L'ultima si chiama « Ritorno »: tiramisù destrutturato con caffè napoletano. È la nostalgia.
Ogni piatto ha un sottotesto. « Variazione sul carciofo » non è solo un piatto: è una dichiarazione d'amore verso Roma. Il carciofo appare tre volte — croccante, in crema, in tempura — come tre versioni della stessa storia. La semiotica del menù rivela la filosofia dello chef.
Alla fine del percorso, il cameriere porta un foglio: « Omaggio alla carbonara. » Non è una carbonara. È un'idea di carbonara: tuorlo cotto a bassa temperatura, spuma di pecorino, cristallo di guanciale. Leggere il menù era solo l'antipasto. Mangiarlo è stato il romanzo.