Languages / Italian / Level 6 · Unit 5

L'eredità culturale — Costruire ponti tra mondi

Lesson 168 of 170 · Level 6 of 6All lessons
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You are learning costruire ponti tra mondi: you will read the scene it happens in, learn 10 words and phrases, take apart the pattern behind them (il linguaggio della mediazione culturale: appartenenza multipla, ibridismo e terzo spazio), hear them in a conversation, rehearse them, and finish by saying one thing out loud to be graded.

The scene

Ristorante Pianostrada, Via delle Zoccolette, multicultural dinner

Ponti da Pianostrada

Pianostrada, nel cuore del quartiere ebraico di Roma, è un ristorante che incarna l'ibridismo: cucina romana con influenze contemporanee, gestito da quattro donne con storie diverse. Quella sera, attorno a un tavolo lungo, eravamo in otto: italiani, americani, brasiliani, giapponesi. Tutti parlavamo italiano.

«Appartengo simultaneamente a più mondi,» ha detto Keiko, traduttrice giapponese che vive a Roma da vent'anni. «Il mio italiano ha un accento, ma ha anche una profondità che molti nativi non hanno: vedo la lingua da fuori e da dentro.» Era il terzo spazio di cui parlano i linguisti: quel luogo tra le lingue dove nasce qualcosa di nuovo.

Lo chef ha portato un carciofo alla giudia rivisitato con una nota di yuzu. Era l'ibridismo fatto piatto: la tradizione del ghetto romano che incontra il Giappone senza tradire nessuno dei due. «Costruire ponti tra mondi,» ha detto Marco, «significa accettare di non appartenere completamente a nessuno. Ma anche di appartenere un po' a tutti.»

Ho guardato il tavolo: otto persone, cinque lingue madri, una lingua condivisa. L'italiano, quella sera, era il ponte. E noi, mediatori culturali inconsapevoli, stavamo dimostrando che l'ibridismo non è debolezza. È la forma più creativa di appartenenza.